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Solo la conoscenza delle leggi dei fenomeni -il cui risultato costante è di farceli prevedere-
può evidentemente condurci nella vita attiva a modificarli a ns vantaggio (A. Comte)

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settembre 2004

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venerdì, 24 settembre 2004
Insieme a "10Mbit"

Sono qui con un nuovo amico che mostro il ns nuovo blog. Seratona, pizzata MAC, musica in streaming pazzesca ... +++

Postato da: il_carlo a 22:11 | link | commenti
ipod

Se non avessi “la carità”, non sono nulla …

Credere in certe parole significa credere!

Per gentile concessione di Gabriella su http://ilcircolo.motime.com/

 

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, non sono nulla. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adìra, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità. Ma di tutte più grande è la carità.

(1 Cor. 13,3)

 

Vi abbraccio

Carlo

Postato da: il_carlo a 11:00 | link | commenti